"Dove tornano gli alberi" di Eliana Sci
- exlibrislibri

- 2 mar
- Tempo di lettura: 3 min
Sono un po' in ritardo sulla tabella di marcia, lo so... se avessi saputo che mi sarebbe piovuto tutto addosso probabilmente non avrei aperto le recensioni perché odio far aspettare tanto gli autori.
Però, alla fine, eccoci qui, e sono piena di gioia
nel presentarvi questo bellissimo libro di Eliana Sci, "Come tornano gli alberi".
Quando l'autrice me l'ha proposto sono rimasta molto colpita e non ho potuto resistere al desiderio di leggerlo: io ho un amore immenso per la natura (sono cresciuta in campagna) e spesso organizzo delle passeggiate, fughe nei boschi per ripristinare la mia bussola.
Questo libro arriva, come sempre, nel momento giusto: corro troppo ultimamente e le sue righe delicate e introspettive mi hanno riportato a una dimensione più intima, quieta.
"Dove tornano gli alberi" è un viaggio interiore di una donna che entra in un bosco e si fonde con il respiro antico della Natura, per ritrovare sé stessa.
L'uso della foresta non è casuale: nella prospettiva psicoanalitica di Freud e Jung, il bosco è un potentissimo archetipo che simboleggia l'inconscio, la parte misteriosa, oscura e sconosciuta della mente, dove risiedono le nostre emozioni represse e le nostre paure.
Il bosco è transizione, un rito di passaggio, un ambiente per la scoperta del vero sé: è attraverso il bosco che l'autrice porta la sua protagonista e, di riflesso, il lettore, a far emergere le emozioni represse, portandole alla luce.
Il bosco è però anche un luogo ambivalente, che può essere oscuro e luminoso, ed è una rappresentazione perfetta della complessità della psiche umana.
Rappresenta una sorta di paesaggio interiore che, nelle righe di Eliana, viene attraversato per portare il lettore alla maturazione psichica: il lettore ne esce "nudo", rinato, riappropriato di se stesso e libero da maschere che a volte ci vengono imposte, ma che non ci appartengono veramente.
"Dome tornano gli alberi" non è una lettura nel senso narrativo del termine, ma una sorta di cammino sensoriale e riflessivo attraverso il silenzio, la natura e la notte, intesi come luoghi simbolici del nostro animo.
Questo si riflette anche nella struttura stessa dei capitoli: nell'introduzione l'autrice ci invita a rallentare, a sentire, ad accogliere il silenzio come un dono. In un mondo pieno di rumore, Eliana ci invita al silenzio di fondo per consentirci di ascoltare finalmente la nostra voce.
Il silenzio spiana la strada a quello che è un vero e proprio tentativo di instillare nel lettore una tecnica di visualizzazione: in psicologia si usa spesso l'immaginazione guidata per creare paesaggi vividi, così da ridurre stress e ansia.
Con "Nella pelle del bosco", Eliana prova a riportarci dentro il nostro corpo: la natura non è più uno sfondo, ma il Tutto in cui il corpo si fonde e si riconosce. Il bosco diventa metafora di autenticità, di ritorno alla propria verità profonda.
Anche la notte diventa accogliente, protettiva: le nostre ombre non vanno temute, ma riconosciute e accettate. È come se l'autrice, in qualche modo, cercasse di farci fare pace con esse.
Non è un romanzo, ma una sorta di meditazione guidata, bucolica e lirica, in cui l'autrice mette a frutto le sue conoscenze di psicologia per arrivare al lettore: la prima persona garantisce un'immedesimazione istantanea. Ogni riga dell'autrice è evocazione, richiamo, suggestione.
Eliana ci accompagna in questo viaggio bellissimo, di poche pagine, circa settanta, poco più dei minuti di una seduta di psicoterapia.
Sarà un caso? Non lo so, ma vi invito a scoprirlo.
Vi consiglio di leggerlo, perché farà bene alla salute della vostra mente.
Vi libererà, per qualche istante, di tutto ciò che non è voi stessi. Ed è qualcosa di importante imparare a stare in compagnia di noi stessi... spesso ci dimentichiamo di farlo o a volte abbiamo paura di farlo, per timore di quello che temiamo di trovare.
Io ho interpretato il titolo, "dove tornano gli alberi", proprio come un invito a tornare al presente, alle radici, a noi. Una sorta di promemoria a non dimenticarsi, perché la nostra psiche è un dono misterioso, complesso e, come tutti i nostri altri organi, ha bisogno di cure e di salute.
Grazie Eliana per la tua pazienza nell'attendermi e per avermi dato l'opportunità di scoprire il tuo bellissimo libro.
A presto,
Ex libris.






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