"Rock in the soul" di Emanuela Marra
- exlibrislibri

- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 1 giorno fa
Ciao a tutti!
Lo so, sono leggermente in ritardo sulla mia tabella di marcia. Purtroppo sono sopravvenuti impegni personali inattesi, ma prometto che riuscirò a terminare tutte le letture entro fine aprile.
Anticipo però che a maggio non aprirò a nuove collaborazioni: slitterò la finestra a giugno, perché il tempo che ho a disposizione è poco... sono nel bel mezzo di una fase di studio matta e disperatissima per un concorso pubblico e, in più, sono invischiata nella procedura di acquisto di una nuova casa. Preferisco leggere quando so di poter dedicare la giusta attenzione, sento di dovervelo.
Detto questo, finalmente riesco a chiacchierare un po’ con voi di Rock in the Soul di Emanuela Marra, edito da Land Edizioni.

Ci tengo a precisare che questa lettura nasce da un piccolo esperimento personale: ho deciso di mettermi alla prova leggendo e recensendo generi che solitamente evito, spesso per esperienze passate non proprio entusiasmanti.
Tra questi, il romance occupa sicuramente un posto d’onore nella mia personale lista nera. Proprio per questo ho deciso di partire da qui: ho messo da parte i miei pregiudizi e ho provato ad avvicinarmi al genere con maggiore apertura mentale.
E devo ammetterlo: sono riuscita ad arrivare fino alla fine del romanzo il che, per me, ha quasi del miracoloso.
Va detto, però, che per rendere l’esperimento meno traumatico ho scelto una storia che potesse incontrare i miei gusti un po’ capricciosi: musica, atmosfera da tour mondiale e… una presenza misteriosa e inquietante, capace di soddisfare la mia anima da lettrice di gialli e thriller.
La protagonista di "Rock in the Soul" è Olivia Brawn, talentuosa cantante della band Holly B., impegnata in un primo tour mondiale insieme alla sua scanzonata band. Alla loro movimentata e patinata quotidianità si aggiunge Gary, un fotografo così bello da sembrare quasi irreale, ma anche burbero e scontroso, che entra a gamba tesa nell’orbita lavorativa di Olivia. La cantante, sin da subito, si sente attratta e allo stesso tempo irritata da lui; la verità è che Gary nasconde un segreto grande quanto una cattedrale, ma non sarò di certo io a svelarvelo.
Come prevedibile, tra Olivia e Mister Spocchia (come lei stessa lo ribattezza) scocca la scintilla, nonostante qualche scaramuccia iniziale. Tutto sembra procedere per il meglio, con tanta tensione e cuoricini... finché non emerge un elemento decisamente più inquietante: uno stalker, determinato e sempre più intrusivo, riesce a superare le barriere del palco fino ad arrivare direttamente a Olivia, contattandola attraverso biglietti minatori.
La verità è che da mesi lo stalker inviava messaggi alla casa discografica: tutti ne erano a conoscenza, tranne Olivia, ignara di queste minacce, fino al momento in cui lo stalker riesce a raggiungerla con i suoi scritti direttamente dietro le quinte.
Da qui, la situazione precipita. Lo stalker diventa sempre più sfrontato e il tour viene spostato a Roma, per proteggere Olivia. Ma, lungi dal desistere, il persecutore alza il tiro fino a tentare di ucciderla.
Olivia, comprensibilmente, inizia a soffrire di attacchi di panico e decide di allontanarsi fino a quando il caro psicopatico non sarà messo fuori dai giochi, trasferendosi allo Snowy Creek Ranch, di proprietà della zia del suo affezionato manager Frank.
Qui si immerge nella vita del ranch (anche nelle attività meno idilliache ... e bisogna darle atto, si dà davvero da fare) ed è proprio in questo contesto che incontra Nathan, il fratello di una nostra conoscenza… ma qui mi fermo, per non anticipare troppo.
Nel complesso, Olivia è il personaggio meglio riuscito della storia: ben caratterizzata, autentica, legata alla musica in modo genuino e impegnata a restare se stessa nonostante il successo. È una superstar atipica, con fragilità e difetti che la rendono abbastanza credibile. E, devo ammetterlo, ho passato dei piacevoli pomeriggi in autobus in sua compagnia.
Per gusto personale, avrei però apprezzato un maggiore approfondimento sia di Gary, sia della psicologia e delle motivazioni dello stalker, un territorio che resta in parte inesplorato. Ma riconosco che questo bias mi deriva anche dai generi che prediligo, come gialli e thriller, dove la costruzione di un antagonista di spessore è fondamentale.
Emanuela cura con attenzione la scrittura, ed è uno dei motivi per cui ho deciso di darle una possibilità: il testo è pulito, scorrevole e privo di refusi, aspetto tutt’altro che scontato e sicuramente a suo favore. Nel corso della lettura mi sono imbattuta in alcuni cliché tipici del romance; tuttavia, non li considero limitanti, perché risultano ben dosati e coerenti con il genere che vuole presentarci.
Ho apprezzato molto anche l’idea di accompagnare ogni capitolo con titoli e testi di canzoni, fino ad arrivare alla playlist finale: un dettaglio che arricchisce l’esperienza di lettura e contribuisce a creare la giusta atmosfera.
Nel complesso, si tratta di una lettura piacevole e accattivante, capace di intrattenere senza risultare impegnativa.
Esperimento riuscito? Direi di sì... O, quantomeno, guarderò il romance con meno diffidenza.
Come lettrice, pur continuando a preferire storie più dense, con maggiore introspezione e profondità emotiva, questo libro mi ha regalato dei bei momenti di leggerezza. È stato un po’ come scappare per qualche minuto dalle difficoltà della vita adulta per tornare agli amori spensierati e ai miei sogni musicali di ragazzina. E, ogni tanto, non fa male evadere: anzi, serve proprio a non prendersi troppo sul serio.
Consiglio questo libro a chi ama il romance e il lieto fine (in questo l’autrice saprà accontentarvi), ma desidera anche un pizzico di tensione e mistero in più, che nei libri non guastano mai.
La verità è che, alla fine, la differenza non sta tanto nel genere in sé, quanto nell’autore e nel modo in cui sceglie di raccontare la propria storia. Quindi grazie, Emanuela, per avermi fatto conoscere Olivia… e le tue musiche.
A presto,
Vostra Ex Libris




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