"Il Patto Oscuro" di Chiara Catella
- exlibrislibri

- 11 gen
- Tempo di lettura: 6 min
Buongiorno a tutti!
Sono felice di inaugurare il nuovo anno di recensioni con Il patto oscuro di Chiara Catella.Vi avevo promesso un 2026 all’insegna delle novità e intendo tenere fede alla promessa: questo libro segna infatti la mia prima collaborazione con una casa editrice che non conoscevo bene, ma che si è rivelata una piacevole scoperta, Delrai Edizioni, guidata da Malia Delrai.

È anche la prima collaborazione per la quale mi sono proposta attivamente.
Forse per altri bookblogger più “canonici”, già abituati a dinamiche simili, non è nulla di speciale. Per me, invece, che ho sempre avuto un rapporto altalenante con i social e che fatico, per certi versi, ad adeguarmi agli standard tipici del bookstagram, questo progetto significa molto. Soprattutto perché tutto ciò che ho imparato sulla letteratura e sulla scrittura è frutto di una formazione autodidatta.
Sì, avete capito bene: prima ho premuto “invio” entusiasta sulla mail, poi mi è salita l’ansia da prestazione.
Ho sempre voluto che Ex Libris fosse un progetto diverso, parte di un respiro più ampio: uno spazio in cui autori self e di case editrici potessero trovare casa. È anche qualcosa di profondamente personale, perché chi mi conosce da più tempo sa che questo blog è parte di un percorso di ritrovamento di me stessa e della mia identità.
Ma bando alle mie ciarle e parliamo di Chiara e del suo libro.
Prima di contattare l’editrice ho fatto un giro sul sito e ho scoperto che, contrariamente a quanto credevo, il catalogo non comprende solo romance.
Tra i tanti generi proposti, sono stata subito attratta dalla copertina di questo romanzo. Sono fatta così: mi lascio spesso guidare dalle sensazioni, e qualcosa mi ha suggerito che sarei stata più spontanea e a mio agio nel recensire un genere che è sempre stato nelle mie corde.
Il Patto Oscuro è un horror gotico ambientato nell’infestato paese di Nemeton, presieduto da una misteriosa Entità sovrannaturale impersonata da Villa Corvali. Questo essere vive da tempo immemore e si nutre del fuoco delle energie vitali dei suoi abitanti, portandoli in breve tempo alla follia e alla morte.Ho scoperto, peraltro, che Villa Corvali viene menzionata anche in una precedente raccolta di racconti dell’autrice, sempre edita da Delrai: Raven Hotel. Se il "Patto Oscuro" vi prende, magari fate un pensierino anche su questo!
Il romanzo è diviso in due parti: la prima è ambientata nel 1951, quando Charles e sua nonna, la contessa Henrietta, arrivano nella dimora; la seconda nel 2021, quando a Villa Corvali giunge la discutibile famiglia Martelli, composta da Dorian, sua moglie Mirea e i loro figli David, Emma e Anna.
Il rituale è sempre lo stesso: all’arrivo, gli inquilini vengono accolti da un notaio/messo comunale che spiega loro che, per diventare proprietari della magnifica ma trascurata dimora, dovranno rimanere tre giorni chiusi all’interno, senza mai mettere piede fuori casa.
C’è solo un piccolo dettaglio: l’Entità è in grado di alterare e distorcere i sensi umani, e nulla di ciò che viene percepito all’arrivo è reale. Il notaio è in realtà proprio l’essere sovrannaturale, capace di assumere le sembianze fisiche degli abitanti passati; i nuovi inquilini credono di mangiare e bere, ma sono in realtà a digiuno.
L’Entità ha accesso a ogni pensiero ed è in grado di generare incubi e visioni terrificanti.
La magnifica villa che buca la quarta parete e si rivolge direttamente al lettore è un espediente che funziona, ben dosato. Non è facile da gestire, perché se eccessivo può risultare fastidioso; qui, invece, stimola il lettore ad avvicinarsi e a empatizzare con l’Entità.
Lo stile di Chiara è molto denso e fortemente descrittivo: la dimora viene raccontata con dovizia di particolari in ogni angolo, e questo comporta un ritmo inizialmente lento e rarefatto. La tensione, però, cresce gradualmente, trascinando il lettore nelle viscere della villa. Io adoro quando l’ambientazione diventa parte viva, un vero personaggio: credo sia una delle poche chiavi capaci di rendere una storia davvero indimenticabile.
La scelta di descrizioni così minuziose non è casuale: l’Entità è una villa, è la protagonista. Così come impariamo a conoscere gli occhi e le orecchie di un personaggio umano, qui dobbiamo conoscere ogni metro quadro della dimora.
Nel 1951 l’Entità rimane fortemente attratta da Charles, mite, dolce e malinconico. Addentrandosi nella sua mente, scopre che il ragazzo ha la capacità di vedere nel futuro il volto di una ragazza che abiterà la villa settant’anni dopo: Anna, da cui Charles è profondamente attratto.Ed è qui che prende avvio lo snodo narrativo principale, che non vi anticiperò.
Henrietta, la nonna di Charles, è il personaggio che ho detestato di più. Ci sono antagonisti sfaccettati e complessi che ami, come l’Entità, dotata di una sua etica; e poi ci sono personaggi come Henrietta, per i quali la cattiveria è solo il minore dei mali.
È stato sgradevole leggere di lei (nel senso buono del termine) perché Henrietta incarna la rigidità cieca del bigottismo: vede suo figlio e suo nipote come estensioni di sé stessa, li soffoca, convinta di poterli manovrare come burattini. È incapace di ammettere i propri fallimenti genitoriali e finisce per reiterarli, arrivando persino a distruggere il violino di Charles.
Purtroppo persone così esistono davvero e riescono a radere al suolo intere famiglie. Non vi anticipo altro su di lei, ma credetemi: se già dall’inizio la riterrete abietta, sappiate che è solo la punta dell’iceberg.
Grazie a lei, la mia folle stima ed empatia per l’Entità sono cresciute a dismisura.
Nel 2021 Anna arriva a Villa Corvali con la sua controversa famiglia. La ragazza è stata considerata psichiatrica, sedata e messa in cura farmacologica; in realtà è un medium a tutti gli effetti, in grado di mettere in comunicazione le entità con gli esseri umani senza impazzire.
La sua famiglia è un concentrato di ciò che di più malato esiste nella società: Dorian è un delinquente cocainomane che chiama la droga “Dama bianca”; Mirea è fragile, malata, intrappolata in una dipendenza affettiva da un marito violento; David, nonostante la giovane età, è un misogino inquietante; Emma attribuisce valore alla propria esistenza solo attraverso i follower, aspirando a diventare un’influencer. L’Entità sviluppa un rapporto particolare e protettivo con Anna, discriminata e considerata pazza dai membri della sua stessa famiglia, in particolare dal perverso Dorian.
Credo che la parte più bella e poetica del romanzo sia proprio il legame tra Charles e Anna: un rapporto fuori dal tempo e dallo spazio, il cui mistero nemmeno l’Entità riesce a comprendere fino in fondo.
L’autrice dissemina la narrazione di riferimenti esoterici, numerologici, mitologici e di richiami alla letteratura decadente e gotica, elementi che ho apprezzato molto, essendo amante di questi generi e utilizzandoli io stessa nella mia scrittura.
Il finale è davvero pazzesco.
Non vi anticipo nulla, ma leggetelo con attenzione: non è immediato, e proprio per questo l’ho trovato una delle parti migliori del libro.
Il patto oscuro non è un horror fine a sé stesso.
Chiara utilizza personaggi deprecabili per affrontare temi estremamente attuali: il male inflitto dall’uomo alla natura, il revenge porn, la violenza di genere, la dipendenza emotiva, l’abuso di sostanze. Lo fa anche attraverso il filtro fuori dallo spazio-tempo dell’Entità, che resta il mio personaggio preferito: un essere super partes che, come l’autrice stessa esplicita, in fondo non fa altro che ciò che facciamo tutti noi: cercare di sopravvivere.
Se dovessi segnalare un neo, a volte l’uso eccessivo degli avverbi in -mente rallenta un po’ la narrazione, soprattutto nelle parti descrittive, che sono numerose.
Ma per me è una minuzia e non inficia assolutamente (sì, qui l’avverbio lo uso io per difenderti dalla parte rompiscatole di me stessa, Chiara) il giudizio complessivo che è molto positivo.
Se avete voglia di un horror gotico originale, con spunti di riflessione tutt’altro che banali, il romanzo di Chiara Catella fa al caso vostro. Aggiungo che leggerla è anche un modo per sostenere quelle realtà editoriali piccole ma appassionate, che lavorano con amore e dedizione nonostante le enormi difficoltà e contraddizioni del mercato editoriale italiano.
Spero di rincontrarti presto tra le pagine, Chiara. E a voi lettori, spero che questa recensione sia piaciuta.
Vostra Ex Libris
PS: A breve riapro le richieste per le recensioni self e Wattpad, ve lo giuro. Il lavoro mi ha sommersa e ho intenzione di modificare un po’ il regolamento prima di riaprire, ma non ho ancora avuto il tempo di farlo.




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